Divago il salotto scomposto ed.0.

Nel Febbraio 2019, partecipai al’edizione Zero di Divago il salotto scomposto.

Un pomeriggio incontrai per le vie di Genova la mia collega Silvia Mazzella, che mi disse di voler creare un “festival” culturale d’arte in città; che proponesse un arte giovanile, sconosciuta. Modo per dare voce a tutti quelli artisti che non essendo ancora riconosciuti potessero esporre le loro opere. Così mi aggregò a questa sua bellissima iniziativa e mi chiese di aiutarla insieme ad Arianna Maestrale nel organizzazione. Fu la prima volta per me e fu davvero una bellissima esperienza.

il manifesto

Divago è l’evento d’arte che unisce un gruppo di giovani artisti genovesi. Sarà un percorso espositivo itinerante che durerà tre giorni, sviluppandosi nei carruggi del centro storico in quattro luoghi comuni: Una CASA un MAGAZZINO, un BAR e un UFFICIO.

Divago nasce dalla voglia di dare ai giovani la possibilità di confrontarsi ed esprimersi. Un gruppo di venti artisti compresi tra i diciotto ed i trent’anni si dissoceranno dallo scenario d’arte delineato del white cube e si esprimeranno rapportandosi con luoghi commerciali e privati nel centro storico di Genova.

Divago il salotto scomposto ed.0. vuole essere l’evento d’arte non comune in luoghi comuni facendo così evolvere le piccole associazioni culturali e commerciali. I quattro spazi di questa prima edizione saranno una casa, situata nel cuore del centro storico, un magazzino di un ristorante, un bar non più adibito al commercio e un ufficio di architetti a due passi dalla chiesa della Maddalena. Gli autori toccheranno varie branche dell’arte, dalla fotografia alla pittura, all’animazione in 2D all’installazione performativa in suolo pubblico. Lo scopo di tale tipologia d’approccio è quella di creare un’ idea di salotto ibrido, scomposto aperto al pubblico nel weekend del 15-17 febbraio del 2019. In associazione con il collettivo UGA (unione giovani artisti) ci sarà la possibilità di interagire con il cantautorato genovese.

L’esperienza:

Fu un’ esperienza molto emozionante e totalmente nuova… l’evento nonostante le nostre normali paure venne benissimo e partecipò molta gente, al incirca contammo sui 1.000 visitatori direi che fu un ed.0. di successo!

Gli artisti che condivisero lo spazio con me furono: Giada tocco (FILLING VOIDS – Vuoti visibili, resti, macerie, spazi da riempire, ricucire con ciò che li circonda. O vuoti immaginari, invisibili ai più. “Filling voids” affronta il tema del vuoto e dell’abbandono, analizzando il paradosso dal punto di vista spaziale, di come alcuni luoghi, se pur situati in centro città siano stati dimenticati.) ; Urak (un collettivo composto da due artisti interessati al visual design. Ricerca, innovazione e sperimentazione caratterizzano i loro lavori, semplici ma non di facile intuizione. Il movimento, il carattere e il significato di ogni grafica è realizzato totalmente dall’effetto dell’acqua sul foglio.) occupavano uno degli spazi dedicati ai video con un istallazione molto suggestiva.

Il mio progetto

-PARADOSSO, l’astrazione della realtà.

Partendo dall’idea di Divago ed. 0 ho sviluppato una serie fotografica dove la realtà è rappresentata e ridotta in dettagli. Scavalcando così l’idea comune di fotografia rendendola un’opera astratta, richiamando il concetto di luogo non luogo del evento.

Ispirandomi ad uno dei miei pittori preferiti Rothko, grande esponente dell’espressionismo astratto, ove i sentimenti vengono espressi tramite l’azione pittorica. Colorfield Painting è il movimento culturale a cui appartiene Rothko, ovvero pittura delle campiture, in cui ad assumere il ruolo che fa da padrone è la forza scaturita dal colore suscitante emozioni. Un lavoro che conduce lo spettatore attraverso colori e forme in un immaginario personale ed intimo. Attraverso le fotografie volevo suscitare nello spettatore atmosfere immateriali, un’atmosfera non terrena resa sublime grazie al colore e alla luce.

Scopri di più della mia arte su fotografia artistica.

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